La denominazione ufficiale più antica della Puglia è Apulia del regno di Augusto: la regio secunda, infatti, fu detta Apulia et Calabria.
La prima, occupava la parte centro settentrionale del territorio regionale, dal medio e basso corso del Biferno, sino alla soglia messapica, allargandosi ad ovest sino ai monti del Sannio; la seconda, corrispondeva all’attuale Salento.
Verso la seconda metà del VI secolo, la divisione tra Longobardi e Bizantini determina la suddivisione della regio secunda in Ducato di Benevento (ai Longobardi) e Calabria (ai Bizantini). L’espansione longobarda dell’XI secolo, però, riduce i possedimenti bizantini alle sole due penisole del Bruzio e del Salento, riunite nel Ducato di Calabria. Tra la metà del X secolo e gli inizi dell’XI i Bizantini mettono mano ad una “riforma thematica” istituendo il Thema di Longobardia, che si estendeva fino a comprendere amministrativamente la Puglia e il Thema di Calabria, ristretto unicamente al Bruzio. Lungo il confine settentrionale, il Catapanato di Basilio Boioannes realizzò una poderosa cintura di importanti basi strategiche (Troia, Dragonara, Civitate, Castel Fiorentino, Candela, Biccari, Montecorvino, Chieuti, Serra capriola e Melfi). In seguito, tutti i catapanati furono unificati nel Catapanato di Bari, di cui Bari fu eletta capitale e sede ufficiale. Tuttavia, il toponimo ufficiale di Longobardia non riesce ad imporsi e a sostituire quello di Apulia, che torna a riaffermarsi con i Normanni.
Dobbiamo attendere l’età normanno-sveva per la denominazione di Capitanata nella parte settentrionale della regione, all’interno della quale, con l’istituzione della “Dogana della mena delle pecore in Puglia”, prende corpo la dicitura del Tavoliere, derivata dalle Tabulae Censuariae, geocarte su cui erano denominate le locazioni, divise in poste, che venivano assegnate ai pastori transumanti dai monti abruzzesi e molisani attraverso tratturi e tratturelli. Le parti centrale e meridionale, invece, assumono rispettivamente, il nome di Terra di Bari e Terra d’Otranto, oltre alle attuali province di Brindisi, Taranto, Lecce e Matera, sino al 1633. Tale divisione, puramente nominale si protrarrà per tutto il Medio Evo, fino all’Unità d’Italia.
La prima, occupava la parte centro settentrionale del territorio regionale, dal medio e basso corso del Biferno, sino alla soglia messapica, allargandosi ad ovest sino ai monti del Sannio; la seconda, corrispondeva all’attuale Salento.
Verso la seconda metà del VI secolo, la divisione tra Longobardi e Bizantini determina la suddivisione della regio secunda in Ducato di Benevento (ai Longobardi) e Calabria (ai Bizantini). L’espansione longobarda dell’XI secolo, però, riduce i possedimenti bizantini alle sole due penisole del Bruzio e del Salento, riunite nel Ducato di Calabria. Tra la metà del X secolo e gli inizi dell’XI i Bizantini mettono mano ad una “riforma thematica” istituendo il Thema di Longobardia, che si estendeva fino a comprendere amministrativamente la Puglia e il Thema di Calabria, ristretto unicamente al Bruzio. Lungo il confine settentrionale, il Catapanato di Basilio Boioannes realizzò una poderosa cintura di importanti basi strategiche (Troia, Dragonara, Civitate, Castel Fiorentino, Candela, Biccari, Montecorvino, Chieuti, Serra capriola e Melfi). In seguito, tutti i catapanati furono unificati nel Catapanato di Bari, di cui Bari fu eletta capitale e sede ufficiale. Tuttavia, il toponimo ufficiale di Longobardia non riesce ad imporsi e a sostituire quello di Apulia, che torna a riaffermarsi con i Normanni.
Dobbiamo attendere l’età normanno-sveva per la denominazione di Capitanata nella parte settentrionale della regione, all’interno della quale, con l’istituzione della “Dogana della mena delle pecore in Puglia”, prende corpo la dicitura del Tavoliere, derivata dalle Tabulae Censuariae, geocarte su cui erano denominate le locazioni, divise in poste, che venivano assegnate ai pastori transumanti dai monti abruzzesi e molisani attraverso tratturi e tratturelli. Le parti centrale e meridionale, invece, assumono rispettivamente, il nome di Terra di Bari e Terra d’Otranto, oltre alle attuali province di Brindisi, Taranto, Lecce e Matera, sino al 1633. Tale divisione, puramente nominale si protrarrà per tutto il Medio Evo, fino all’Unità d’Italia.
Tratto da "Metodologia della ricerca in geografia", M. Rossi
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